Rue Wiertz 60.La newsletter di dicembre.

L’intenzione della signora Merkel e del presidente Sarkozy di creare una sorta di area Schenghen di cooperazione rafforzata dell`Euro e aprire cosi finalmente le porte agli Eurobond e all’Unione fiscale, è sicuramente un significativo passo in avanti rispetto alla costruzione dell`Europa politica e economica. Tuttavia Germania e Francia così facendo non affrontano l’emergenza, anzi, ci girano pericolosamente intorno senza dare una risposta al problema che invece rappresenta la “ghigliottina” che pende sulla testa dell’Unione europea. Mi riferisco al fatto che, fino ad ora, la zona euro si è dimostrata collettivamente incapace di risolvere il problema greco e di mettere in piedi un sistema credibile in grado di garantire liquidità anche per le altre aree in difficoltà. Un punto, quello della crisi di liquidità che va affrontato subito se non si vuole assistere alla crisi di solvibilità di un nuovo Paese e vedere l’Europa colare a picco sotto i colpi incessanti dei mercati.  Come é possibile che il duo Merkozy non si accorga che il contagio della crisi dei debiti sovrani si allarga anche a Paesi “virtuosi” come Austria, Finlandia e Belgio? Appare cioè evidente come il problema non sia solo quello di risanare i conti ma soprattutto di garantire liquidità nel mercato dei titoli in maniera da bloccare l’attuale fuga di valuta. È pur vero che la crisi europea si presenta sempre più intricata e di difficile soluzione ma anche in altri momenti della sua storia l’Europa è parsa sul punto di crollare e non è crollata perché leader politici di prima grandezza hanno saputo anteporre gli interessi europei a presunti tornaconti nazionali. Stiamo pagando a carissimo prezzo la lentezza con cui i governi hanno affrontato l’emergenza greca, preferendo un debole fondo di stabilizzazione finanziaria ad un vero fondo monetario europeo e opponendosi all’idea di dotare la banca centrale europea della possibilità di acquistare i bond spazzatura venendo così incontro ai Paesi maggiormente in difficoltà. Non va ripetuto lo stesso errore per l’ennesima volta! Proprio i disaccordi politici hanno portato l’Euro nelle sabbie mobili della crisi. E per scongiurare un ulteriore peggioramento della situazione, il Consiglio Europeo del 9 dicembre dovrá superare queste difficoltà attraverso scelte chiare e forti su tre fronti: emergenza liquidità, ruolo della BCE e fondo salva stati. Si dia alla Banca Centrale europea la possibilità di diventare prestatore di ultima istanza e si raddoppi rapidamente la dotazione del fondo salva stati perché il potenziamento a mille miliardi deciso a conclusione dello scorso vertice europeo é rimasto colpevolmente lettera morta. Insomma Merkel e Sarkozy dovrebbero capire che rafforzare le politiche fra gli stati membri e risanare i conti non sarà sufficiente a placare la speculazione e l’attacco dei mercati se non saranno sciolti i tre punti appena citati. Il rischio, se non si raggiunge un accordo in questa direzione, é di assistere alla disintegrazione della zona euro. Bandi ed opportunità dall’Europa 1. Concorso UE per assistenti AST1 È aperto il concorso epso per diventare assistenti AST (AST/117/11). I candidati devono essere madrelingua italiana, inglese, francese, ungherese, greca, estone, finlandese, irlandese. Il termine di scadenza per presentare le domande online sul sito dell’EPSO è il 20 dicembre 2011 a mezzogiorno Per maggiori informazioni: http://www.europarl.it/view/it/press-release/pr-2011/pr-2011-November/pr-2011-Nov-17b.html 2. European Charlemagne Youth Prize (ECYP) 2012 È indetto il V concorso dedicato ai giovani europei tra i 16 e i 30 anni che vogliano presentare un progetto di promozione dell’identità europea. Il Premio é promosso dal Parlamento europeo e dalla fondazione International Charlemagne Prize di Aquisgrana. Il termine di scadenza é il 23 gennaio 2012. Per maggiori informazioni: http://www.charlemagneyouthprize.eu/view/en/introduction.html 3. Iniziative di microfinanza per le piccole attività imprenditoriali italiane L’UE non concede direttamente microcrediti (fino a 25 000 euro) a persone o imprese, ma fornisce garanzie, prestiti e capitali ad intermediari, che possono quindi concedere prestiti alle piccole imprese o mettere a loro disposizione capitali. Se siete un imprenditore o contate di diventarlo, potete rivolgervi ad intermediari del vostro paese che concedono microcrediti e partecipano ad una delle seguenti iniziative dell’UE: Il CIP (Programma quadro per la competitività e l’innovazione) aiuta le microimprese ad avviare o espandere la loro attività. Per info: http://www.access2finance.eu/en/Italy/what_is_available.htm Lo strumento di microfinanziamento “Progress” concede microcrediti a chi ha perso il lavoro e intende avviare una propria imprese o a chi vuole sviluppare un’impresa esistente, ma non riesce ad ottenere finanziamenti dal settore bancario tradizionale. Per info: http://ec.europa.eu/social/main.jsp?langId=it&catId=836 JEREMIE (Risorse europee congiunte per le micro, le piccole e le medie imprese) permette ai paesi dell’UE di utilizzare i fondi strutturali europei a sostegno delle piccole e microimprese. In alcuni paesi dell’UE, gli intermediari di microcredito beneficiano di garanzie, prestiti e capitali. Per info: http://ec.europa.eu/regional_policy/manage/authority/authorities.cfm?lan=EN&pay=it