Comitato interparlamentare sul semestre europeo per il coordinamento delle politiche economiche. Il mio intervento

Grazie presidente Lamassoure,
do anche io il benvenuto a tutti i presenti, saluto il Presidente del Consiglio europeo, sig.Van Rompuy ed il Presidente della Commissione europea, sig Barroso, anche a nome del Presidente Schulz che, causa altri impegni, non può essere presente.

Considerati gli ultimi sviluppi della crisi economica, la riunione di quest’oggi assume ancora maggiore importanza. Abbiamo l’opportunità, noi membri del Parlamento europeo, i rappresentanti dei parlamenti nazionali ed il Consiglio e la Commissione europea di avere un confronto ed un dibattito sul grande tema del coordinamento economico in Europa.
L’esperienza acquisita e gli errori commessi nel corso dei primi dieci anni di funzionamento dell’Unione economica e monetaria, in particolare durante questa crisi economica, hanno evidenziato la necessità di una più efficace governance economica nell’Unione. E il semestre europeo rappresenta certamente la giusta cornice per raggiungere questo obiettivo, in particolare per i Paesi dell’area dell’euro che sono legati da una responsabilità comune.

La discussione di oggi servirà certamente ad affrontare due nodi politici essenziali:
- quello riguardante la necessità di assicurare piena legittimità democratica a tale processo;
- e quello relativo al bisogno di garantire un coordinamento che sia efficace e non un mero procedimento burocratico.

Su entrambe queste questioni mi pare che la prima esperienza abbia sollevato più di qualche preoccupazione.
Sono convinto, infatti, che qualsiasi processo decisionale nuovo o rafforzato in seno al Consiglio o alla Commissione debba andare di pari passo con una maggiore legittimità democratica e un’opportuna rendicontabilità nei confronti del Parlamento europeo. Questo perché il dibattito parlamentare sugli orientamenti della politica economica rappresenta la pietra miliare di qualsiasi sistema democratico.
A condizionare l’efficacia del processo di coordinamento delle politiche economiche, é proprio il livello di legittimità democratica di tali scelte.

Il Parlamento ha più volte espresso con forza la richiesta di essere associato pienamente e non marginalmente al dibattito relativo alle scelte economiche legate alla crisi. Per fronteggiare al meglio la gravità dell`attuale situazione economica é imprescindibile un più attivo coinvolgimento delle istituzioni e di tutti gli attori, sia a livello europeo che nazionale.

Il Parlamento europeo non ha nascosto il proprio malcontento nei confronti del Consiglio rispetto ad una ricetta anticrisi basata tanto sulla riduzione del deficit e poco sulle politiche che guardano alla crescita. Molto sull’irrigidimento della disciplina di bilancio e troppo poco sugli strumenti per sostenere un grande piano di investimenti che aiuti l’Europa a rialzarsi.

Presidente Van Rompuy e Presidente Barroso, la realtà dei fatti ci dice che le restrizioni di bilancio stanno deprimendo le economie molto più delle attese, in Grecia come in Irlanda, in Portogallo come in Italia. E l’importanza di coinvolgere a pieno titolo il Parlamento nel processo del semestre europeo oltre a rispondere alla logica della piena legittimazione democratica delle scelte che vengono prese é legata anche all’opportunità di offrire una risposta alla crisi che sia più condivisa ed a mio avviso efficace. L’indirizzo “politico” del semestre europeo deve essere il risultato di un reale confronto “politico” e il Parlamento europeo e i parlamenti nazionali devono poter svolgere un ruolo centrale nel garantire la necessaria legittimità democratica e titolarità nazionale. E la sede più appropriata per tale confronto é appunto questa sede.

Per risollevare l’Europa in un momento così delicato e complicato bisogna, riportare certamente ordine nei conti, ma anche, alzare il tiro delle nostre politiche ed avere obiettivi ambiziosi. Anche per questo l’invito che mi sento di rivolgere alla Commissione europea é quello di garantire che le politiche nazionali e gli obiettivi annunciati nei programmi nazionali di riforma si traducano insieme in un livello che sia sufficientemente ambizioso per raggiungere gli obiettivi primari della strategia Europa 2020.

Presidente Van Rompuy, Presidente Barroso, dobbiamo lavorare congiuntamente per stimolare l’asfittica economia dell’eurozona e dell’Unione in generale. Il peggioramento dei dati economici che stiamo osservando e delle previsione per quest’anno, sono il segnale chiaro che dobbiamo modificare in fretta la nostra agenda puntando con maggiore decisione ed ambizione alla crescita. Ed a riguardo spero di poter considerare la lettera firmata dai dodici capi di governo europei ed indirizzata a lei, Presidente Van Rompuy, un primo passo di un nuovo percorso.